SANT’ELENA- La seduzione nel segno (Richard Nonas, Marya Kazoun, Minjung Kim, Maria Elisabetta Novello, Svetlana Ostapovici, Gaia Scaramella)

The Forest of Sant’Elena:
Music by Gary Marlowe
produced by gary marlowe for bear&kaiser
recorded at maresole studio, Venezia

the_forest_of_st_elena_M.mp3 

SANT’ELENA- La seduzione nel segno

Richard Nonas, Marya Kazoun, Minjung Kim, Maria Elisabetta Novello, Svetlana Ostapovici, Gaia Scaramella

4 giugno – 30 settembre 2009

A cura di Martina Cavallarin 

http://www.venicewave.com/

 

Intervista/Interview con/with Richard Nonas

richardnonas_slv.mp3

 

Intervista con Martina Cavallarin e Laura Guadagnin WAVEs ( women arts/associations venice)
cavallarin_womenartvenice_slv.mp3

 

“Sant’Elena è una mostra di ricostruzione e riproposta per tematiche e spazi in cui sculture e installazioni abitano, di confronto generazionale e geografico, di sperimentazione e ricerca, di dialogo tra linguaggi e codici stilistici.

In estensione tra terra e acqua l’esposizione si articola sul dialogo tra l’installazione dell’artista storico Richard Nonas e le opere di cinque artiste- Marya Kazoun, Minjung Kim, Maria Elisabetta Novello, Svetlana Ostapovici, Gaia Scaramella-. L’opera di Nonas fonda il dialogo con gli altri lavori per aprire una dimensione di riflessione che cresce tra simboli e sculture, tra l’estensione dei limiti e la seduzione espressa nel segno.” Martina Cavallarin.

A legare le differenti esperienze e i vari linguaggi è la comune necessità di una ricerca affondata nel segno, in cui drammaticità, simbolo, carica emotiva e indagine formale, contribuiscono alla nascita di lavori delicatamente struggenti, la cui carica poetica trova ulteriore ragion d’essere nella forte relazione con l’ambiente e la storia che lo accompagna. Secondo questa prospettiva, il misticismo e il mito legati all’immagine di Sant’Elena (madre di Costantino e quindi figura storica –anche della cristianità- ma anche protettrice degli aghi e dei chiodi) forniscono la suggestione per interventi che ne raccolgono l’eredità e ne riversano l’emblematica cultura nella stratificazione degli interventi. Tra terra e acqua si palesa quindi un racconto dai molteplici capitoli, e in cui tra opere dai linguaggi differenti, visioni, apparizioni e codici, emerge la sottile seduzione della storia e della sua vibrante attualità.

Richard Nonas costruisce un’installazione site specific, cui faranno idealmente da emanazione le opere, sempre installative e create per quest’evento, di Marya Kazoun (installazione e performance:  materiali –vetro, latte, tessuto- a servizio di una narrazione dolorosa e salvifica), Minjung Kim (un cubo di cristallo che emerge dall’acqua, simbolo di spiritualità tra apparizioni e sparizioni), Maria Elisabetta Novello (grandi quantità di cenere, suo materiale privilegiato e contenente aghi e chiodi come nella leggenda della santa, sono raccolte in teche di plexiglas, totem d’intangibilità, presenza, memoria, visibile e invisibile), Svetlana Ostapovici (sulla linea della denuncia e della ricerca attraverso fotografie documentaristiche e l’uso del mosaico) e Gaia Scaramella ( installazione di una gigantesca sfera di 260 cm  di diametro in un intreccio tra incisione, segni ossessivi, informazioni e ironia). 

(foto vernissage 4 giugno ore 17)

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Coordinamento artistico: Elena Forin

Coordinamento culturale: Laura Guadagnin 

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